racconti erotici 69 l'incesto di Aida

 racconti erotici 69 l'incesto di Aida

racconti erotici 69 Quando avevo dodici, lui tredici, con mio fratello dormivamo nella stessa stanza, che fungeva anche da sala da pranzo, dove erano allocati due letti mobili.
racconti erotici 69

I pomeriggi d’estate, i nostri genitori, contadini che la mattina si alzavano prestissimo, andavano a riposare per tre o quattro ore, invitando anche noi ad andare a dormire. Ma noi non avevamo lo stesso loro sonno e spesso restavamo svegli. Cominciavamo allora a sentire il bisogno di soddisfare i nostri pruriti sessuali. Io avevo anche scoperto il sesso con le mie amichette insieme alle quali, nascoste nel bosco vicino alle nostre abitazioni, regolarmente ci abbassavamo le mutandine e ci carezzavamo la fichetta depilata. Quando pensavo che mio fratello dormisse e non se ne accorgesse, io mi mettevo distesa di pancia sul letto e sfregavo la mia fichetta sul materasso muovendomi come se stessi scopando. Godevo con un orgasmo clitorideo, anche se allora non ne avevo cognizione. Ho scoperto ben presto che anche mio fratello faceva lo stesso. Non gli ho mai detto nulla, pensando che se lo facevo fare in pace a lui, lui avrebbe lasciato in pace me se si accorgeva che anche io mi masturbavo. Naturalmente, mio fratello se né è accorto, ma anche lui ha fatto finta di niente fin quando, un pomeriggio di quell’afoso mese di agosto del 1989, disteso di schiena sul suo letto, abbandonato ogni pudore, si è messo a farsi una sega con il cazzo al vento. Io l’ho guardato un po che si segava, ma quando l’eccitazione a cominciato a prendere anche me, sono salita sul suo letto e gli ho chiesto di far finire a me la pippa. Gianfranco mi ha lasciato il suo cazzetto dritto e io l’ho preso nella mia mano e ho continuato a segarlo. Ricordo però di non aver provato proprio un gran piacere a fargli quella pippa. Forse perché ancora non era molto grosso e dovevo usare due sole dita per muoverlo. Mentre lo masturbavo mi ha detto che aveva visto i nostri genitori che scopavano.

“Cosa!!!” gli ho domandato.

Mi ha raccontato che il giorno prima avendo mamma e papà lasciato la porta della loro camera da letto socchiusa, forse per far circolare l’aria dato il caldo soffocante, egli andando in bagno aveva sentito i cigolii del letto. Si era avvicinato alla porta socchiusa e si era messo a spiarli.
racconti erotici 69


“Ho visto papà che montava sopra la mamma. Ho anche visto il cazzo di papà quando si è staccato da lei. E’ molto più lungo e grosso del mio. E’ lungo così”. Ha indicato con le mani una misura corrispondente più o meno a una ventina di centimetri. Poi mi ha incitato a fargli la sega e dopo un’altra trentina di secondi di su e giu è venuto senza versare sborra. Allora ancora non sborrava. Dopo sono tornata al mio letto. Mi sono infilata sotto il lenzuolo e poi ho cominciato a sfregare la fica sul materasso mentre, ne sono certa, mio fratello stava ad osservare il movimento del mio culo su e giù sotto il lenzuolo, finché non sono venuta anch’io.

Due pomeriggi dopo, mentre distesa sul letto, sola nella stanza, leggevo un libro per ragazze, lui entrando mi ha chiamato.

“Aida, vieni a vedere lo stanno rifacendo.

L’ho seguito nel disimpegno buio antistante la camera da letto dei nostri genitori. La porta era solo accostata e la camera era in penombra ma si sentiva e si vedeva distintamente dentro.

Mi madre era a quattro zampe sul letto e mio padre inginocchiato dietro di lei, con le mani sui suoi fianchi, spingeva avanti e dietro il cazzo nel suo culo. Erano tutti due silenziosi. Si sentivano solo le molle del letto che cigolavano e mio padre che ansimava un pò.

Credo che mio padre abbia sborrato nel culo di mamma perché ad un certo punto ha sfilato il cazzo ancora duro ma asciutto. Aveva ragione mio fratello: era veramente grosso. Ho visto il buco del culo di mamma molto dilatato. Doveva essere stata inculata moltissime volte per non aver sentito dolore ad avere quell’enorme cazzo dentro.

“Girati e allarga le cosce. Ti lecco la fica” gli ha detto mio padre.

Non avevo mai visto la fica di mia madre. Era tutta circondata da peli neri. Si capiva che era eccitata, con le grandi labbra rosse spalancate che lasciavano sporgere il clitoride eretto che sembrava un piccolo cazzo. Nostro padre si è sdraiato con la faccia in mezzo alle sue cosce e ha cominciato a leccarle la fica. Mentre la leccava gli ha messo le mani sulle natiche e ha cominciato a tastarle anche il culo mentre gli abbracciava ai fianchi e gli sollevava il pube per avvicinarsi la sorca alla bocca.

“Si, così, dai, spingi la lingua dentro, succhiami la clitoride, voglio venirti in bocca”. Diceva mia madre mentre si tastava da sola le sue bellissime tette, non piccole ma neanche grandissime.
racconti erotici 69

Poi: “vengo, vengooo, vengoooooooo………….”.

Ha sollevato il bacino e ha spinto la fica sulla bocca di mio padre il quale ha leccato tutti i suoi umori. Poi si è risollevato e di è disteso a fianco di mamma.

“Dormiamo ora” gli ha detto.

Lei lo ha baciato in bocca.

“Ti amo” gli ha sussurrato. Mi hai fatto godere tantissimo. Vuoi anche tu un bocchino?”

“No. Ho sonno. Riposiamoci”.

Io e mio fratello, siamo tornati nella nostra stanza. Mio fratello si è subito messo di pancia sul letto e senza togliersi le mutandine si è dato il piacere nel solito modo di sfregare il suo membro sul letto. L’ho osservato per un istante. Ho anche pensato di approfittare della circostanza chiedendogli di leccarmi la fichetta come aveva fatto papà alla mamma ma, chissà perché, io non mi ero affatto eccitata né guardando scopare i nostri genitori né vedendo lui farsi da solo e quindi l’ho lasciato fare e mi sono rimessa a leggere.

I giorni seguenti abbiamo continuato a spiare i nostri genitori ignari di tutto. Loro credevano che noi dormissimo nella nostra stanza. Qualche volta loro hanno solo dormito, ma più spesso, prima di addormentarsi facevano sesso e parecchio. Li abbiamo visti farlo in tutte le maniere. Abbiamo anche capito che a mia madre piaceva prenderlo nel culo. Infatti spesso glielo chiedeva lei di essere inculata. L’ abbiamo vista farselo mettere nel culo in tutte le posizioni. Quella che mi faceva eccitare di più era con lei sotto, distesa sul ventre, che con tutte due le mani si allargava le chiappe e offriva il buco del culo a papà.

Si sono fatti dei bei sessantanove sborrandosi in bocca a vicenda. Ne sessantanove qualche volta era mamma a stare sotto. Qualche volta era papà. Spesso l’hanno fatto distendendosi di fianco. In questo caso nostro padre con una mano teneva sollevata una coscia di mia madre per meglio leccargli la fregna pelosa. Abbiamo anche visto mamma distesa sulla schiena con papà che, a cavalcioni sul suo petto, gli aveva messo il cazzo in mezzo alle tette. Mamma con tutte due le mani gliele teneva strette intorno alla verga mentre papà glielo spingeva avanti e dietro fino a sborrarle in mezzo. Abbiamo anche sentito nostro padre chiedere a mamma di aprire la bocca e poi schizzarle dentro con il cazzo appoggiato sulla sua lingua. Mamma ha ingoiato la sborra di papà leccandosi anche le labbra.
racconti erotici 69

Anche io dopo questi spettacoli, esclusa la prima volta che non mi ero eccitata, ho cominciato ha cercare il mio piacere. Agli inizi io e mio fratello lo facevamo separatamente, ciascuno nel proprio letto, sfregando i nostri sessi sul materasso fino al godimento.

Poi mio fratello ha cominciato a chiedermi, e sempre più spesso, di farlo anche noi due come facevano mamma e papà, ma io ho sempre rifiutato, adducendo che loro erano sposati e certe cose si facevano solo tra moglie e marito. Anche le pippe mi sono rifiutata di fargli ancora, invitandolo a farsele da solo.

Un pomeriggio, però, dopo aver cercato di spiare i nostri genitori mentre scopavano, inutilmente, perché loro invece si erano messi subito a dormire, io e mio fratello, per passare il tempo, abbiamo iniziato a giocare a carte, accosciati sul suo letto uno di fronte all’altra. Dopo un pò lui però mi ha detto che senza posta non si divertiva. Mi ha proposto, pertanto, che, in caso di sua vincita, avrei dovuto fargli vedere la fichetta che non mi aveva mai vista, mentre, nel caso avessi vinto io, gli avrei potuto dare due schiaffi. Abbiamo raggiunto un accordo per sollevarmi la sottoveste a mezza coscia. Dopo la mia prima vincita io mi sono trasferita nella adiacente cucina e, sollevatami la veste gli ho fatto vedere metà delle cosce. Poi tornati sul letto abbiamo continuato giocare. Al gioco Gianfranco barava. Io facevo finta di non accorgermene. Mio fratello pretese di continuo di alzare la posta, fino a propormi di fare quello che facevano mamma e papà. Io non sono stata d’accordo ma ho acconsentito solo a fargli vedere la fica. Così, sempre trasferendomi in cucina, prima mi sono tolta la sottoveste rimanendo con le sole mutandine e poi mi sono denudata completamente. Ho allargato leggermente le cosce per fargli vedere la fichetta. Era la prima volta che facevo vedere fica a un maschietto. Anche se Gianfranco mi aveva osservato masturbarmi nel modo già indicato, non me l’aveva mai vista. Era chiusa e depilata. Si vedeva solo il taglio della passera. Voleva toccarmela ma non gliel’ho permesso, così ci siamo giocati a carte anche la tastata della fica. Quando, dopo avere perso l’ennesima partita, mi sono riappoggiata alla parete della cucina per farmi tastare la fichetta, quest’ultima ce l’avevo completamente aperta e anche bagnata. Io, anche se di un anno più giovane di mio fratello, ho cominciato a sborrare prima di lui. Ha messo un dito in mezzo alle labbra della fica e lo ho ritirato bagnato dei miei umori vaginali che con il suo dito facevano il filo come i supplì caldi. Per la partita successiva mi ha chiesto di darmela. Io ho detto di no e invece ho acconsentito a farmi mettere il cazzo in mezzo alle cosce.

Naturalmente ha rivinto lui. Il cazzo gli era diventato durissimo. Me lo ha prima sfregato un po’ sulla passerina e dopo me lo ha ficcato in mezzo alle cosce. Le ho tenute strette intorno al suo cazzo tenendomi appoggiata di schiena alla solita parete della cucina. Mentre mi scopava in quella maniera mi ha tastato con frenesia il culo. Ha dato pochi colpi prima di venire. Io mi sono passata la mano sulla clitoride eretta che sporgeva dalle labbra apertissime della fica e me ne sono venuta a mia volta mentre mio fratello mi stava a guardare.

Quella notte stessa, al buio, mio fratello è venuto nel mio letto mentre io, girata su di un fianco, facevo finta di dormire. Mi ha girata pian piano, stando attento a non svegliarmi. Mi ha messa distesa sulla pancia. Sempre attendo a non svegliarmi, mi ha abbassato le mutandine scoprendomi il culo. Poi si è abbassato anche lui le mutande, si è disteso sulla mia schiena tenendosi sollevato sulle braccia e ha appoggiato il cazzo dritto nel solco delle mie natiche iniziando a sfregarlo con un movimento di su e giù. Se né è venuto con quella parvenza di mia inculata. Io durante tutto l’atto ho fatto sempre finta di dormire, anche se penso che lui si sia accorto che ero sveglia.
racconti erotici 69

Il pomeriggio seguente, abbiamo assistito ad una nuova scopata dei nostri genitori, con mia madre che cavalcava papà standogli sopra e lui che gli tastava il culo mettendogli anche il dito medio dentro il buco. Siamo tornati nella nostra stanza e io ho proposto a mio fratello di giocare di nuovo a carte. Mi ha ho detto che, se per la posta più alta non avessi messo la passera, non avrebbe giocato. Abbiamo intavolato una trattativa e alla fine mio fratello a ripiegato sul mio culo come posta finale. Dopo alcune partite (questa volta non gli ho permesso di vincere tutte, anche lui barando), dopo la solita trafila dei miei spogliarelli, finalmente ha vinto la partita decisiva.

“Hai vinto, come vuoi che mi metto?” gli ho chieso

Mi ha fatta distendere di pancia sul letto.

“Allargati le chiappe” mi ha ordinato.

Io, distesa sulla pancia, portandomi tutte due le mani dietro la schiena, mi sono allargata le natiche mettendogli in mostra la rosetta del buco del culo.

“Va bene così?” gli ho chiesto.

“Si” mi ha risposto.

“E allora forza” l’ho incitato.

Si è tolto le mutande. Aveva il cazzo duro e dritto come un palo telegrafico. Gliel’ho visto girando leggermente la testa prima che lui mi montasse sopra. Si è disteso su di me come la notte precedente, ma questa volta invece di appoggiarlo sulle mie natiche, ha appoggiato la cappella sul buco del mio culo.

“C’hai la merda?” mi ha chiesto perché, poi mi ha raccontisesso spiegato, ha ricordato il culo di un suo amichetto dal quale aveva sfilato il cazzo sporco.

“No. Dai”

Ha allora spinto infilandomi tutto il cazzo dentro.

“Leva le mani” mi ha ordinato dato che io continuavo a tenerle sulle chiappe continuando ad allargarmi il buco del culo. “Mi danno fastidio.” Io ho obbedìto:

“Piano che mi fai male” mi sono però lamentata.

Ha cominciato a incularmi.

Io sotto di lui ho fatto l’atto di muovermi sfregando la fica sul letto. Mi ha detto di star ferma che gli pareva di stare inculando un’anguilla. Docilmente l’ho accontentato.

Se ne è venuto una prima volta, ma non è uscito dal mio culo. Ha pensato di approfittare della situazione favorevole. Chissà se glielo avrei più ridato. E solo dopo un piccolissimo attimo di sosta ha ricominciato a incularmi.

“Non lo dire ai tuoi amici che mi ti sei inculata” gli ho chiesto mentre mi stantuffava di nuovo il culo. Ovviamente mi preoccupavo della mia reputazione, ma era naturale che non lo avrebbe detto. Anche a lui in quel tempo non avrebbe fatto piacere se in giro si fosse saputo che si era inculata sua sorella. Anche adesso al corrente dei nostri rapporti è solo gente assolutamente fidata o che non ci conosce.

Questa seconda volta ci mise più tempo a venire, tanto che ad un certo punto gli ho domandato:

“Non hai ancora finito? Mi stai facendo male”.

Queste parole, mi ha detto dopo, lo hanno ulteriormente eccitato.

Lo hanno reso ancora più consapevole che stava rompendo il culo alla sorella in un rapporto peccaminoso e subito dopo alcuni altri colpi se ne è venuto.

Dopo che si è staccato da me, rialzatosi e sfilato il cazzo ancora dritto dal mio buco culo che subitaneamente si è ricontratto, io ho ricominciato a muovermi sfregando la fica sul letto. Gianfranco è rimasto a guardare il mio culo che si muoveva alzandosi e riabbassandosi come se stessi scopando un uomo, io sopra, fino a quando anche io non sono venuta. Avevo leggermente bagnato il materasso con gli umori della mia fica. Abbiamo fatto appena in tempo a ricoprire il letto e a rivestirci che nostra madre è entrata nella stanza.

Quell’estate, anche se me la chiesto di nuovo e spesso, non ho voluto più fare sesso con lui. Poi sono sopraggiunti l’autunno e l’inverno. Ogni tanto ha provato a infilarsi nel mio letto, ma io l’ho sempre respinto minacciando di gridare se non l’avesse subito abbandonato. Durante l’inverno poi non abbiamo neanche potuto più spiare i nostri genitori perché loro tenevano la porta chiusa e, quindi non abbiamo neanche più avuto eccitazione sessuale attraverso quelle spiate.

A primavera inoltrata dell’anno successivo, ci eravamo quasi abituati a stare senza fare di nuovo sesso, finché un pomeriggio di quasi estate dello stesso anno, con mia fichetta ormai tredicenne che metteva peli, i nostri genitori intenti al riposo pomeridiano e io distesa sul letto intenta a leggere il libro, ho visto mio fratello entrare nella stanza e sveltamente distendersi sul suo letto e iniziare a farsi da solo come al solito sfregandosi l’uccello sul materasso. Ho immaginato che fosse tornato dallo spiare di nuovo i nostri genitori. Incuriosita ho voluto anch’io andare a vedere. Mio padre stava scopando in bocca mia madre. Non che si stava facendo fare un bocchino, ma se la stava proprio scopando in bocca. Mia madre stava distesa supina sul letto, a cosce larghe con la figa tutta aperta bene in vista. Con una mano si trastullava la clitoride turgida. Mio padre aveva il ventre sulla faccia di lei. Si teneva un po’ sollevato appoggiandosi con le braccia. Aveva messo il cazzo in bocca a mia madre e lo muoveva su e giù nella sua bocca con gli stessi movimenti che avrebbe fatto se glielo avesse tenuto in fica. Mia madre gli aveva infilato il dito medio dell’altra mano nel buco del culo e lo inculava con il dito muovendolo avanti e indietro. A quella scena la fichetta mi si è bagnata tutta. Mi è venuta una grandissima voglia di farmelo ficcare anch’io in un qualche mio buco da mio fratello. Sono tornata in stanza. Gianfranco si era tolto le mutande e messosi disteso supino sul suo letto si stava massaggiando con una mano il cazzo al vento già coronato pure lui di parecchi peli neri. Mi sono avvicinata al suo letto e mi sono messa ad osservarlo mentre si menava con frenesia il cazzo. Lui mi ha guardato negli occhi mentre sempre più velocemente ha mosso la mano sulla verga turgida e gonfia di sangue. Aveva gli occhi languidi e lo sguardo lontano, perduto in una qualche sua immaginazione erotica. Ha pronunciato anche qualche parola sconcia, per aiutarsi a raggiungere l’orgasmo.

“Me la dai la patacca?” mi ha domandato

“No. La fica no. Però se me la lecchi ti do il culo” gli ho risposto

Al che mio fratello si è messo disteso fra le mie cosce e ha cominciato a leccarmi la sorchetta. Era la prima volta che leccava una fica e non sapeva bene come fare, ma io avevo le idee più chiare delle sue. Mi sono discostata le labbra della fica con tutte due le mani invitandolo a mettere la lingua proprio dentro il buco della passera. Gli ho chiesto di passare la lingua anche sul mio piccolo cazzetto e di tastarmi il buco del culo mentre mi scopava con la lingua. Sono venuta sulla sua lingua con uno schizzetto di sborra. Gianfranco l’ha assaporata e mi ha detto che era buona.

“Grazie tante. E’ stato bellissimo” gli ho detto dopo mentre mi rigiravo sul letto ponendomi a pancia sotto.

“Adesso tocca a te. Inculami”.

Me l’ha messo nel culo e mi ha inculata. L’ho sentito che aderiva strettamente alle pareti del retto mentre la cappella avanzava facendosi strada nel mio stretto budello. Poi a cominciato il dolce su e giù e per la prima volta mio fratello ha sborrato nel fondo del mio buco del culo. Sono venuta anch’io scoprendo di avere anche orgasmi anali. Da quel giorno non mi sono più rifiutata di darglielo, né di fargli una pippa o un pompino e ingoiare la sua sborra. Oppure di farmi scopare le tette quando poi mi si sono sviluppate. Solo la fica non gli ho voluto dare, adducendo a mia scusante che volevo donarla a chi m’avesse sposata. Poi invece, al compimento del suo diciottesimo anno di età, per fargli un bel regalo gli ho dato anche la fica. Quel pomeriggio d’estate gli ho anche fatto il primo bocchino con relativa bevuta di sborra. Mio fratello era eccitatissimo e mi ha inculata ancora due volte facendo venire ancora anche me.

Posta un commento

Nuova Vecchia